Epidiemologia
 
L’obesità infantile sta diventando una epidemia globale che rischia di colpire tutte le popolazioni a livello economico e sociale. A lanciare l’allarme è stata l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ha calcolato che la prevalenza a livello mondiale dei bambini obesi o in sovrappeso passerà dall’attuale 6,3% all’11% nel 2025 se non si interviene con efficacia.
In Europa lo studio osservazionale più completo e complesso ed a cui partecipa anche l’Italia è iniziato nel 2014 e i risultati saranno valutati nel 2020.
In Italia nel 2007 il Ministero della Salute ha finanziato un sistema di sorveglianza chiamato OKKIO alla Salute che fornisce dati epidemiologici riguardanti bambini delle scuole primarie (età 6-9 anni). Da questi studi risulta che in Italia 1 bambino su 3 è in sovrappeso, mentre nel 10,6% è in condizioni di obesità. Il peso e l’istruzione dei genitori mostrano una correlazione con il peso dei figli. Negli adulti (18-69 anni) 4 persone su 10 hanno un eccesso ponderale. L’obesità ha alti costi. In Europa ogni anno circa il 7% del budget sanitario è legato a questa malattia cronica e non comprende i costi indiretti dovuta a perdita di produttività di lavoro o morte precoce.
In questo quadro come si colloca l’Umbria? Purtroppo i dati recentemente forniti dall’Uls n.1 non sono affatto confortanti. Infatti il 43 % dei bambini tra 5 ei 12 anni risulta in sovrappeso e circa il 12% obeso. Dall’analisi di questi dati allarmanti la Fondazione Giulio Loreti Onlus, già impegnata in attività di prevenzione e di cura dell’obesità e del diabete di tipo 2 nell’adulto, ha deciso di farsi promotrice di un’azione di sostegno e affiancamento del territorio umbro rispondendo anche per l’obesità infantile a quello che negli ultimi anni è diventato un bisogno urgente che potrebbe avere, se non efficacemente e tempestivamente affrontato, risvolti socio-sanitari estremamente negativi.